chi sono
Blogger: citofonare8
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
venerdì, 30 maggio 2008
Tanto si perde il pelo, ma non il vizio.
Per quanto condivida pienamente la sua visione dell'ultimo nato in casa Madonna, non ho resistito al richiamo del 6 settembre. Una volta in più sarò quindi fra la schiera di pazze sculettanti che si susineranno circa 26 ore di fila per essere più vicini possibili alla quintessenza del proprio essere, a quello che è il nostro più inconfessabile ed imbarazzante modello di vita. E il bello è che alla fine ringrazieremo pure.
Oggi sono arrivati i bigletti.
Comunque sia, adesso sono a casa in Toscana, mentre arrivano notizie sempre più inquietanti da una Torino che sembra essere nella morsa delle acque che nemmeno Noè. E non è che qua la situazione sia molto migliore: dovrò farmi spuntare pinne e branchie. Semplice e scontato dire che mi manca.
Ci sentiamo tutti i giorni.

E quasi mi vergogno per come sono felice, alla faccia del mondo intero.
postato da: citofonare8 alle ore 13:33 | Link | commenti (2)
categoria:chiacchiere sul divano
venerdì, 23 maggio 2008

È incredibile quante  cose si imparino. Sempre, comunque.
Ed è ancora più incredibile, e difficile, per me, fare i conti con questo fatto, io che, mi rendo conto, sarei molto più contento e tranquillo di trovarmi di fronte verità incrollabili, fatti quadrati, persone che si possano cogliere e incasellare in uno schiocco di dita. Le mie, ovviamente.
Invece è difficile, come accettare il valore di una frase sussurrata, di un giudizio dato senza presunzione di superiorità. Non imposto, come prima, ma esposto. Con cose del genere non puoi fare a meno di scontrarti, e di confrontarti. Ed è una fortuna se hai il coraggio di farlo. E tu, lo hai il coraggio di farlo, caro mio?
È inquietante quando ti si aprono sotto i piedi le voragini di te che non conoscevi, nascoste sotto un prato che credevi un morbido manto d’erba, rivelate da parole così semplici quanto illuminanti che non lasciano spazio alle ombre, così confortevoli e rassicuranti, gettate sugli spazi di te che non conosci, che non vuoi conoscere, perché sai già che non ti piaceranno. Comprendi, in momenti come quelli, che forse non hai tutto quel coraggio. Quel tuo millantare di volerti aprire, di volerti impegnare a rivelare il vero te all’altro, è un semplice e rassicurante alibi per il tuo cervellino bacato dal tarlo dell’eccessivo amor proprio. E cerchi disperatamente un appiglio nei grovigli di parole, che lentamente si sciolgono per lasciarti cadere, che tu lo voglia o no, nel baratro di una maggiore consapevolezza.
È brutto rendersi conto, infine, di essere una persona meno bella e meno pulita di quella che credevi o speravi di essere: in una parola, più meschino. Rendersi conto che, in fondo, già lo sapevi, spie del fatto sono i cortocircuiti che a volte capitano in quel garbuglio di pensieri, paranoie, ansie ed esaltazioni che è il tuo cervello.
Con un umore che cambia più spesso e più rapidamente di questo tempo, con questo bisogno di dare altro per non dover dare me, con queste sacre e maledette paure, io vado avanti. E vorrei fare un pezzo di strada insieme a te, non importa quanta. Ti va di rimanere?

Di te ho bisogno, di te ho paura. Il Vento mi agita ancora, ma non mi spaventa più, non come prima.

postato da: citofonare8 alle ore 10:08 | Link | commenti
categoria:memorie del soppalco, chiacchiere sul divano
lunedì, 12 maggio 2008
Senza alcuna vergogna, il tenutario di questo blog dichiara al mondo di essere felice come una pasqua, signore e signori lettori.

Chi vivrà, vedrà.
postato da: citofonare8 alle ore 23:41 | Link | commenti
categoria:dal terrazzo, memorie del soppalco
lunedì, 21 aprile 2008
Ormai penso che il blog sia per me una sorta di sfogo quando le cose vanno male: in effetti finché la situazione ha girato per il verso giusto, ero troppo impegnato a viverla per scriverne. Non ho l'animo dello scrittore, non riesco a fermare in parole il bello che mi capita...
Purtroppo adesso la situazione è allo sfascio, almeno dal mio punto di vista, e martedì temo una resa dei conti nient'affatto indolore, mentalmente e fisicamente. O è solo la mia spiccata tendenza al melodramma.
Due mesi, tanto abbiamo retto. Ma a queste condizioni, in questo modo, la cosa non può continuare. Mi auguro sempre un recupero, ma a che pro? Ormai dal mio punto di vista il taglio è netto: due visioni differenti, necessità opposte. Penso sia anche onesto dirsi che forse è meglio rinunciare ad un certo tipo di frequentazione, per quanto il sesso fosse fantastico. Il problema è che la cosa inizia a farsi troppo complicata anche da orizzontali, e non solo quando siamo verticali.

E quindi bon, come direbbero i miei ormai concittadini torinesi, prendiamo il coraggio a due mani e diciamoci finalmente che forse è meglio chiudere. Il dopo? Sinceramente non lo so, ma per adesso l'unica cosa che voglio è il poco impegno. E quindi provare a staccare il cervello e lasciare andare qualcos'altro... Anche se non mi riuscirà di sicuro. Di certo c'è solo il party di domenica per il lancio del CD di Madonna, il tirocinio a Palazzo Madama e gli esami da fare a luglio. Poi progetteremo l'estate.
postato da: citofonare8 alle ore 21:32 | Link | commenti
categoria:memorie del soppalco
mercoledì, 13 febbraio 2008

Lunedì 11 febbraio 2008, ore 19:13

 

Non so ben dire cosa sia scattato. Ad un certo punto la musica è differente, il DJ cambia, la marcia è diversa. Ho la presunzione di ritenere che succeda a tutti, prima o poi. Succede qualcosa, una molla, o una serratura, salta, e d’un tratto quel che era prima non è più. Non è un fatto unico, isolato. È un concorso d’eventi.

Capita di passare una domenica in discoteca. Ballare. Rimorchiare uno. Portarselo a casa. La situazione, per quanto suoni squallida, è questa, non nascondiamoci dietro moralismi di sorta, ché sarebbe decisamente fuori luogo.

Rivederlo il venerdì sera della settimana successiva, piacersi un po’ di più, questa volta, e ripetere il copione. Fino alle 5 di mattina. Vedersi pure il sabato sera, farsi fottere, per la prima volta nella vita, ebbene sì, e non alzarsi dal letto fino alle 3 del pomeriggio di domenica.
Poi andare a teatro, emozionarsi, tenere la mano nella sua in quelle due ore lunghissime, splendide. Condividere emozioni intense, questa volta di testa, e non solo di pancia. Sfiorare il pianto. Poi cena, e la promessa di rivedersi.

Questo, fino a 6 mesi fa, sarebbe stato il copione di un week end lontano anni luce da me. Invece è la cronaca di questi ultimi giorni.

In un film che ho visto poco tempo fa, si diceva che l’innocenza è la più preziosa delle cose che si posseggono. Ho sempre ritenuto che per essere innocenti ci fosse un prezzo da pagare, dei gravi sacrifici da compiere, un’immagine alta da mantenere, poter essere un esempio, un modello irraggiungibile. Per chi, non aveva importanza. In realtà mi rendo conto troppo tardi che per essere davvero innocenti non si deve mai tradire se stessi. Le proprie pulsioni, il proprio essere. Questo non vuol dire egoismo all’ennesima potenza, semplicemente ascolto di sé, oltre che degli altri. Capire, finalmente, che esigenze e aspettative sono diverse per ciascuno, e le mie, per me, devono venire prima di quelle degli altri. Altrimenti non c’è innocenza: c’è poca sincerità, c’è sofferenza. C’è colpa. Ed ammetto di avere molte colpe, verso più persone, in più modi.

Io sono sempre stato questo. Sentirmi appioppare in queste notti appellativi che, per quanto rivolti in maniera affettuosa, non sono affatto lusinghieri, non mi ha urtato più di tanto. Vedere lo stupore dell’altro di fronte alla mia estrema scioltezza, innata, verso pratiche mai sperimentate  prima, non mi ha colpito poi molto. Ho sempre saputo che mi sarebbe piaciuto farlo. Ho sempre desiderato farlo. Quindi perché essere impacciati o imbarazzati? La consapevolezza non è arrivata col sesso. Il sesso è stato la conseguenza.

In realtà è vivere tutto questo in maniera rilassata, tranquilla, senza dolorosi castelli in aria, dopo aver vissuto praticamente solo di quelli, a lasciarmi quasi sconvolto. Anche conoscere aspetti poco piacevoli, potenzialmente dolorosi, dell’altra persona, non mi ha abbattuto, o ferito. Anche se non escludo di poterlo essere più avanti. Ma non adesso, ora non avrebbe senso.

La musica è cambiata, è diversa. E adesso va benissimo questa. Now please, don’t stop the music.

postato da: citofonare8 alle ore 14:58 | Link | commenti (4)
categoria:memorie del soppalco
martedì, 29 gennaio 2008
prugne
Il lassativo perfetto? L'AMORE.
Novità a breve, belle o brutte che siano.
postato da: citofonare8 alle ore 13:29 | Link | commenti (1)
categoria:memorie del soppalco
martedì, 22 gennaio 2008

Titolo del cazzo, lo so, ma non mi veniva in mente nient'altro.
Attualmente sono in Toscana, dopo un esame trionfale la scorsa settimana e facendo finta di studiare per il prossimo.
Cristo, pare una vita che sono stato a Madrid, ed è passato nemmeno un mese. Tuttavia. Molte cose sono successe, davvero. Rimanendo in tema Spice, lunedì 14 ero a Milano davanti ai cancello della sfilata di Cavalli ad attendere le mie 5 sgallettate preferite che avrebbero assistito all'evento. Non mi era mai capitato di scendere così in basso nel mio carampanismo: è stato DIVERTENTISSIMO. Anche perché l'uscita a Milano non era soltato una scusa per vedere le Spice. Avevo un paio di cose da fare, persone da vedere. E' andata bene.
A Torino tira un'aria nuova. In un colpo solo ho tesi, tirocinio ed una nuova prospettiva del mio futuro. Un po' più rosea. La professoressa con cui mi laureo è per me dio in terra: ho deciso che voglio essere come lei, alla sua età. Tette a parte, ovviamente. Dovrò farmi un culo di dimensioni colossali, ma a mi avviso ne vale la pena. E adesso ho una gran voglia di tornare laggiù.
Avevo pure voglia di scrivere una tirata su quanto male gira il mondo in questo periodo, su Clemente Mastella che va da Vespa a giustificare un sistema malato, sul papa alla Sapienza, sul TSO a Britney Spears, il tutto non necessariamente in quest'ordine, ma c'è chi lo fa e lo ha fatto meglio di me, quindi tralascio. Rimane il fatto che ho una gran voglia di abbandonare la nave, intesa come nazione.

postato da: citofonare8 alle ore 11:11 | Link | commenti (1)
categoria:dal terrazzo, chiacchiere sul divano
lunedì, 24 dicembre 2007

Gentile pubblico,

Scrivo da Madrid, dove mi trovo dopo aver assistito al concerto delle Spice Girls che si è tenuto qui il 23 dicembre. Che dire... Un evento INSOSTENIBILE nella sua bellezza, una manifestazione epifanica con la potenza di una rivelazione. Su tutte, la mia adorata Geri, che se ne salta fuori con la Union Jack tutta brillante... Dallo sguardo che mi ha lanciato lo steward che era lì vicino quando sono rientrato in me ho capito di aver davvero trasceso. Tuttavia, bando a questa fregola da quindicenne, e torniamo a noi. A Torino, intendo.

Dio, sembrano passati anni luce da quando ho chiuso il mio monolocale per le vacanze natalizie, e invece non sono trascorse nemmeno due settimane. Innanzi tutto un punto: la mia latitanza dal web. L'ultimo mese di lezione ho tenuto ritmi infernali di vita, fra studio, viaggi studio, aule studio, e lezioni. Totalizzante sì, ma divertente. Aggiungete che nel monolocale non ho l'allacciamento e che a casa non mi funziona la connessione visto che sto passando ad un altro operatore, ed il gioco è fatto.
In realtà quest'ultimo mese è stato difficile. Dopo poco più di un anno sono giunto al punto che devo capire che strada prendere nei miei rapporti con la città e soprattutto col tipo di vita che voglio tenere. In realtà non mi sono mai ben radicato in questo posto: vuoi per la prima pessima esperienza di convivenza, vuoi per la necessità di tornare a casa almeno due volte al mese vista la mancanza di una lavatrice. Punto che può sembrare stupido, ammetto, ma che non lo è. Mi chiedo infine se ho davvero fatto i passi giusti per fare mia questa città, o se non ho mai voluto farli.
Ho accusato la solitudine, questo forse mi ha messo in crisi. Il contatto con realtà di convivenza lontane anni luce dalla mia, di un gruppo di persone simili a me e così differenti fra loro, mi ha dato la misura di quanto sia solo in questa città. Eppure le persone mi hanno circondato come non mai, persino una trasfertista venuta in città per annusarne l'aria. E' che il fatto di fermarmi a riflettere una volta ancora su quel che non va mi ha buttato parecchio giù. Ma forse c'è la voglia di risolvere determinate situazioni, finalmente.

Per adesso non mi viene in mente altro, o almeno non ho voglia di scriverlo. Sarà il caso che raggiunga il mio sacco a pelo, domattina ho il volo e non vorrei perderlo.

Ah, mi accorgo adesso che è già il 25. Buon Natale allora, se può servire a qualcosa.

Hasta Luego!

postato da: citofonare8 alle ore 23:56 | Link | commenti (5)
categoria:dal terrazzo, chiacchiere sul divano
martedì, 13 novembre 2007
Giusto per dire. Oggi sono tornato nella patria fiorentina. Le mie vie, le mie piazze, la mia cupola, la mia biblioteca. Non sono arrivato a chiedermi "chi me l'ha fatto fare", però...

E poi volete mettere il calore umano!
postato da: citofonare8 alle ore 00:00 | Link | commenti (3)
categoria:dal terrazzo
mercoledì, 07 novembre 2007

Quando tua madre ti dice che il suo nome deriva dalla protagonista di un fotoromanzo di Grand Hotel ti spieghi perché ti senti spesso come il protagonista sfigato di un romanzetto Harmony...

Quanto a Torino, sono in crisi nera. Questione di karma, come al solito. Diciamo così. La tesi è andata a puttane (e trattandosi di suore di clausura è un bel paradosso) e sto valutando di dare il benservito alla prof per personaggi "più inseriti"... Lo so, sono una merda (e mi sento anche tale), ma la posta in gioco è alta.

Tuttavia entrando da H&M ho trovato la soluzione ai miei problemi: lo shopping, bando ai ripensamenti economici. Ne sono uscito con una maglietta con su scritto a caratteri cubitali "WHATEVURR..". Azzeccato, no? Spero di indossarla sabato in disco, ho bisogno di ballare. E di scopare. Non necessariamente in qurest'ordine.

postato da: citofonare8 alle ore 17:03 | Link | commenti (1)
categoria:dal terrazzo, chiacchiere sul divano